“Magnifico!”

Potrebbe sembrare mancanza di modestia od un eccesso nella considerazione di se stessi, però nel caso dello spettacolo messo in scena dalla compagnia di Miguel Angel Zotto quasi ci sta tutto.

Tre coppie di tangueros si sono alternate sul palcoscenico, ora da sole ora condividendo la scena con le altre, ad esecuzioni musicali della sola orchestra ed a brani cantati da un solista.

Tutti i brani sono stati belli ed intensi, due più degli altri mi hanno colpito.

Nella prima parte dello spettacolo, al rialzarsi delle luci sulla ribalta, un ballerino è fermo nell’angolo, vicino alle quinte mentre l’orchestra esegue un brano dal timbro scanzonato. Pantalone chiaro, camicia e cappello bianchi, gilè chiaro.
La ballerina entra in scena pretendendo di essere signora dei quartieri alti che non bada o vede la persona ferma all’angolo.
La persona vestita di bianco rimane colpita dall’avvenenza della passante, le corre dietro e si scopre che ha una infortunata e non piega il ginocchio.
I due iniziano a ballare ed eseguono tutte le coreografie con il ballerino che riesce a tenere immobile il ginocchio ed a fine numero strizza l’occhio al pubblico: “Non pensavate, eh!”.

L’altro numero è nel secondo tempo. Il ballerino, triste è solo sulla scena, l’orchestra intona una brano di tango più lento e melodioso. Dopo un paio di piroette sul palco, il ballerino che indossa un costume chiaro e delle evidenti bretelle nera si ferma con il broncio simulando l’azione di suonare uno strumento a corde. Dalle quinte di destra entra la compagna, vestita con un abito svolazzante di colore rosa intenso, e lentamente si avvicina. Mentre sta eseguendo gli ultimi passi alza il braccio sinistro sopra la testa e piega il braccio destro fino ad averlo davanti al corpo. In questo momento è nell’abbraccio del compagno che la sorregge afferrando il braccio sinistro come se fosse la tastiera di un contrabbasso o di un violoncello ed il braccio destro appena oltre il gomito facendolo oscillare come se fosse l’archetto.
Un momento di dolcezza raffinatezza.

Ed il bis? Meglio i bis.
Un prima uscita veloce, poi tutta la platea ha insistito con importanti applausi finché non sono usciti ancora. Il sipario si chiude e dopo un lungo momento si riapre per la terza volta per ricompensare con ancora un’esecuzione a tre coppie il tributo di apprezzamento tributato dal pubblico del verdi.

Magnifico!

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