Impressioni svedesi

Case. Strane nella loro normalità; a me sembrano strane. L’impressione è che siano case di un altra parte del mondo, Austria, Slovenia… spiantate da là e ripiantate qui.

Disabitato? No: pulito. Il primo giorno abbiamo fatto scalo all’aeroporto di Arlanda. Prima di cena ho fatto due passi. Le costruzioni sono distanti tra loro, i giardini sono ordinati, le strade sono pulite. Si, pulite.

Ordinato. Non c’è una carta a terra, un cestino fuori posto. In albergo ad Åre ho fatto fatica a trovarli, i cestini, tanto erano curati e ben inseriti nel resto. Pulito quasi da fare l’impressione di una città fantasma, pulita prima di partire per un’altra destinazione. Abituato alle nostre città italiane che, per pulite che siano, qualche carta in terra ce l’hanno, avverto qualcosa di strano.

Ordinato./2  Anche gli alberi sono ordinati, crescono nella loro casualità ordinata. Sto rientrando in corriera verso Ostersund, i boschi ai lati della strada scorrono via ordinati. Allineati e coperti.

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